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La mia prima esperienza teatrale è con  Compagnia delle Alghe e risale al 2010 con il musical “Pinocchio”. L'entusiasmo generale era così forte che non ho mai sentito la stanchezza  delle lunghe prove addosso. Anzi, io, insieme ai miei amici Ivano Totera e Giorgio Naccarato, non perdevamo occasione per diventare artefici di un musical, tutto nostro, nel musical vero e proprio, sia durante le prove che in scena. Ci scambiavamo una serie di battute che nulla avevano a che vedere con Pinocchio e ridevamo di cuore al punto tale che credo non ci siano stati ensamble più naturali e spontanei! 

Ma il non plus ultra arrivava il giorno del trucco e parrucco. Mentre si stava in attesa per il trucco, iniziava la gara delle barzellette con tanto di sfilate di fette di pane e soppressata! 
Ecco, anche questo per me è teatro: la comunione di intenti, il divertimento, il sacrificio condiviso, la mano sulla spalla del compagno quando capisce che hai bisogno di coraggio. Ciò che viene fuori sul palco, quando viene fuori meravigliosamente, è frutto di questo stare bene insieme perché si è una compagnia di attori ma anche di amici che hanno il piacere di ritrovarsi. Sapete, al primo stage con Silvia di Stefano e Lena Biolcati, tra i vari esercizi c’era quello di mettersi tutti in cerchio e ripetere gli stessi movimenti di chi stava in mezzo. Beh, arrivato il mio turno, mentre mi impegnavo a trovare movimenti da far ripetere, mi cede il ginocchio per dei legamenti sfilacciati, e oltre a contorcermi, emettevo suoni di dolore. 
Tutti coloro i quali erano in cerchio pensavano fossero movimenti da ripetere, per cui anche loro iniziarono a contorcersi esclamando “ahi” “ohi”. Fu una delle scene più divertenti.
Per fortuna poi si resero conto che più che fare  l’esercizio stavo agonizzando!
 
Carlo Giuffré diceva:
“Se non ci fosse stato il Teatro, non avrei saputo fare altro. Il Teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. È un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loro.” 
E il grande maestro Gigi Proietti: “Ringraziamo Iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.”
 
Pinocchio canta “La mia notte dei miracoli”, ma il Teatro, inteso come ho scritto prima, e cioè condivisione, passione, unione, è sempre un miracolo!
 
Signori si va in scena!