Caro Giorgio,
con oggi è un anno che te ne sei andato.
Un anno da quando, togliendo il cappello da gentiluomo, hai fatto un inchino e ci hai salutati, da un giorno all'altro, lasciandoci nell'incredulità e nello sgomento.
È stato un anno strano e beffardo, caro Giorgio, un anno da dimenticare, in cui è mancato tutto di te.
Di sicuro, in questo anno in cui "distanza" è stata la parola d'ordine, la tua voce per radio, la tua allegria e la tua ironia, la passione che mettivi in ogni progetto condiviso e, soprattutto, il tuo modo speciale di saper restare sempre vicino alle persone che amavi, sarebbero stati, in mezzo a tutta questa incertezza, un punto di riferimento e un balsamo per l'anima.
Ci saremmo fatti forza a vicenda e avremmo atteso con impazienza il momento di tornare in scena, a raccontarci favole e sorriderne con sincerità.
Abbiamo tutti nel cuore l'ultima serata trascorsa insieme: le vie del corso illuminato a festa e pieno di gente, la bellezza di un attimo semplice e spensierato per il quale non ci chiedevamo quanto sarebbe durato.
Conserviamo e conserveremo costantemente il tuo ricordo, nella speranza di aver saputo viverti appieno, come dovrebbero essere vissute tutte le cose preziose, al di là di ogni tempo.
Ci manchi, caro Amico
Un abbraccio eterno fin lassù,
La tua compagnia